Valentina. 

Blogger, scrittrice in crisi d'identità, lettrice.

Ho un gatto nero di nome Chino, una dipendenza da caffé. 

Futura mamma di Alexandre, monzese trasferita a Viareggio per amore.

Ma perché cavolo scrivere il primo post è sempre così difficile.

June 14, 2016

Riassunto delle puntate precedenti.

Ma perché cavolo scrivere il primo post è sempre così difficile?

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Ho provato e riprovato a scrivere un "primo post" decente, interessante eccetera, un post che colpisse allo stomaco chiunque che, miracolosamente, legga questo blog, un post su di me, la mia storia, un post che non so facesse riferimento a qualche mitica figura letteraria, ma la verità è che non ci riesco e non ci sono riuscita, dal mio cervello uscivano solo frasi solo a metà, o troppo deprimenti. Così ho tagliato la testa al toro e pubblicato quel che è venuto fuori. E cioé.

Ho cancellato tutto, del vecchio blog, non è rimasto più nulla.

Io sono così, ho bisogno di cancellare per poter andare avanti, e il vecchio blog non mi apparteneva più. Sarà perché non sono più la stessa Valentina di un anno fa, quando avevo deciso di aprire un blog che parlasse di libri e sopratutto dei miei libri? Probabilmente, visto che per ora il mio romanzo e tutto il resto che ho scritto è lì, nel dimenticatoio, o nel famoso cassetto polveroso. 

Comunque, chissenefrega. Mi sto perdendo. Ah si.

Dopo mesi e mesi, una notte mi sono messa in testa di riprendere in mano i miei sogni e fare un blog nuovo - perché anche se io lo combatto, il mio bisogno di scrivere è insopprimibile.

Certo, ho avuto un bel tempismo, visto che l'ho deciso all'una di notte e proprio mentre ero in procinto di trasferirmi e cambiare città. Cosa che ho fatto, sì.

Ho mollato tutto e ho cambiato casa, città, regione, vita. Mi sono trasferita a Viareggio. Per amore. Per il sogno di una vita che è diventato più forte ogni giorno che passava e io facevo finta di ignorarlo. 

Sì, credo nel Destino, nelle seconde possiblità. E amo questa città che non è mia per diritto di nascita ma che sento mia per diritto d'anima. Perché amo questa città, la sua atmosfera particolare, i suoi ritmi, il profumo costante del mare, il cielo... E' come se mi avesse sempre chiamata. 

E ora che ci sono, sento che mi riserverà stupende sorprese. 

 

Grizzle from the bed. 

 

(ps: poi, in qualche altro post che uscirà dalla mia mente complicata, parlerò del perché ho deciso di chiamare il blog così, oppure racconterò la storia del problema che ho col nome Holden...)

Post di una scrittrice in crisi d'identità.

E invece.

Dita sulla tastiera, pronte a scrivere ma... ecco, mi sono sentita come Neville davanti al molliccio con le sembianze di Piton vestito da nonna con l'avvoltoio impagliato in testa. 

Non so se esista la sindrome da secondo post o no ma sta sta di fatto che me la sento addosso, incapace di mettere in ordine le idee che ho in testa e metterle giù nero su bianco, qui.

Forse perché non ho ancora dato una linea ben definita al blog... che poi, bisogna proprio? Cioé, dare una linea ben definita al blog. Nel senso... prima, avevo un'idea definita del blog che volevo e l'ho realizzata; adesso, pensavo di volerla replicare, e invece... ho scoperto di volermi più sincera, più me stessa, e così vorrei fosse il mio blog. 

Forse perché sto cercando di trovare me stessa...? Ecco che le domande continuano ad affiorare. Ma forse ci vuole più di quel che pensavo, per fare pace con il passato e con la scrittrice che è in me e che vorrebbe tornare fuori come prima - prima di cosa?... eh, questa è un'altra storia.

Insomma, non so se abbia questa sindrome o no, se abbia il classico blocco dello scrittore, e in questo caso da blogger, o solo fifa.

Forse dovrei anche io pronunciare "Riddikulus" e ridere di questo, ridere dei miei complessi da scrittrice sfigata, ridere del fatto che ogni giorno che "vado al lavoro", quando esco dall'ascensore, io mi trovi davanti la targa della "Giovane Holden Edizioni", del fatto che ho scritto un romanzo e per due volte mi sono ritrovata a "stopparlo", e che nel 2013 sono stata ammessa alla Scuola Holden - quella di Torino, di Alessandro Baricco, per intenderci - e io non ci sono andata, e del fatto che al momento io pensi che tutto quello che ho scritto e pubblicato (e poi ritirato) in questi anni faccia schifo. 

 

O forse, era tutto uno stratagemma per scrivere il secondo post...! 

 

Grizzle from the bed

About me

La sindrome da secondo post

June 19, 2016

Pensavo che scrivere il secondo post sarebbe stato facile, una volta dato il via al blog e al primo post, insomma, pensavo di aver rotto il ghiaccio...

Loading... change!

July 13, 2016

Il cambiamento fa parte della vita, anzi la vita è cambiamento. Se poi uno non vuole cambiare con noi, o non accetta la nostra voglia di cambiare e di sognare, è un'altra storia - che finisce male, oltretutto.

Comunque, l'ho già detto nei precedenti post, avevo bisogno di cambiare faccia al blog e la sua essenza per riconoscermi di più nella nuova me stessa.

Nell'arco dell'ultimo anno la mia vita ha subito tali cambiamenti che quasi stento a crederci ancora, che quasi stento a credere sia passato solo un anno.

E invece è proprio così - e al momento sto vivendo uno dei cambiamenti più belli e più forti che la vita può riservare, che durerà per nove mesi, anzi un po' meno, e tutta la vita. Eh sì, dentro di me c'è un "esserino" di ben 1,6 cm. E chi l'avrebbe mai detto. 

 

E se ci penso bene, quante volte l'ho letto nei libri? Che le cose non sono mai come sembrano, non restano mai le stesse, che la vita riserva sempre le sorprese più impensabili? E che alla fine, finiamo per percorrere le strade suggerite dal Destino? 

Pensando a queste cose, non so perché, mi è venuto in mente Middelsex diJeffrey Eugenides. Perché ho sempre plasmato il mio cuore seguendo l'amore, e non invece la convenzione di chi amare. E nell'ultimo anno ho vissuto un po' seguendo la corrente, seguendo quella sensazione di seguire i suggerimenti della vita, giorno per giorno. 

Ed è, per esempio, quello che ha fatto il protagonista di uno dei libri che ho letto nei primi mesi successivi "al cambiamento", Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve di Jonas Jonasson. 

Un altro libro che mi ha aiutato, è stato Prometto di sbagliare di Pedro Chagas Freitas, dallo stile molto simile al mio, intimistico e che sventra le emozioni. Mi ha aiutata a far pace con il passato, con l'amore finito e a prepararmi per quello nuovo. 

Eccola, la magia dei libri! Quando sei troppo incasinato dentro, ecco un libro, l'ancora di salvezza. 

 

Comunque.

Essendo un periodo di cambiamenti, in cui a volte mi sento instabile, sto provando a riprendere le redini dei miei sogni, il blog, i social ecc... , anzi diciamo a crederci di nuovo. 

Quindi, ultimamente, non sto leggendo molti libri nuovi, devo dire la verità, colpevole un sonno onnipresente e le nausee di questo primo periodo. Più che altro, rileggo brani dei libri che più ho amato, come il sopracitato, o guardo film - come la collana completa di Harry Potter. Una corsa in ospedale venerdì scorso alle tre di notte ha complicato le cose, ma vabbe' sto migliorando. 

Il problema dei libri nuovi è che in libreria mi perdo, mi attirano troppi titoli ma non riesco a sceglierne uno, e così vado via a mani vuote. Che poi sto finendo di leggere Prometto di sposarti ogni giorno di Pedro Chagas Freitas - sequel - ma per le difficoltà sopracitate non ancora finito. 

 

Insomma, è un momento catartico. 

 

Grizzlefromthebed

Questo Agosto

August 2, 2016

E' arrivato Agosto, e si sente. Lo avverto nell'aria, le giornate già si sono accorciate. Ma che vuol dire, esattamente, "è arrivato Agosto"? 

Per la maggior parte delle persone, vuol dire vacanza, fare le valigie e partire per la meta prefissata. Per me, è un po' diverso. Se ci penso, l'estate per me spesso ha coinciso con grandi cambiamenti e grandi decisioni. Come l'estate del 2009, in cui ho deciso di iscrivermi all'università e di vivere quell'amore che volevo vivere. Nell'estate del 2010 ho deciso di andare a convivere. 

Se ripenso alle estati da adolescente, voleva dire Liguria per due mesi insieme alla mia migliore amica, risate e la speranza che la cotta estiva si realizzasse. 

Poi, crescendo, mi sono abituata a non andare mai in vacanza, o così è stato per molti anni, o perché trovavo il classico lavoro estivo o perché non si poteva- a discapito quindi di piccole gitarelle al lago o in montagna.

Negli ultimi anni, l'estate in generale per me è sempre stato un periodo proficuo creativamente parlando, perché spesso nei mesi estivi ho tirato fuori il meglio di me, producendo scritti, proprio d'estate ho pubblicato il mio romanzo eccetera. Nell'estate del 2013, sono stata ammessa alla Holden. 

Agosto 2015 è stato anomalo, un gran brutto mese, per me, tra mia nonna che purtroppo ci ha lasciati, e la mia vita che era appena andata in pezzi insieme al cuore. E a parte qualche giorno sereno passato insieme a mia zia, a chiacchierare sul balcone in mezzo alle piante e alle candele, mangiando una fetta d'anguria, o un paio di giornate in piscina, non è stato un granché. Insomma, l'estate del 2015 per me è da dimenticare. Per la serie "una pietra sopra" che è meglio. 

E questa? 

Eh, questa è diversa. Prima di tutto perché, vivendo al mare, si è del tutto stravolto il mio "concetto di mare", proprio, potendoci andare tutti i giorni, volendo. E poi, perché essendo in dolce attesa ogni giorno può essere diverso dal precedente, non vedo l'ora di "vederlo", di sapere se è maschio o femmina, sono sconquassata dalla nausea e dormo sempre - infatti sono due settimane che sto cercando di terminare la lettura di "Miss Peregrine - La casa dei ragazzi speciali", purtroppo il pomeriggio crollo in un sonno di varie ore. 

Insomma, per me questo Agosto 2016 vuol dire rilassarmi e riposarmi, e sperare che con la fine del terzo mese mi senta meglio.

Agosto 2016 vorrà dire anche pensare al blog, a gestirlo meglio, a decidere se dargli un'aria più professionale o se continuare così, pensare se voglio o no dedicarmi alle cose che facevo prima, a nuove attività, a Settembre.... Insomma, sarà un mese un po' così, ondulante e instabile come le onde del mare. 

Ottobre is the new Settembre

October 2, 2016

Scrivo il genere di post che si scrive a inizio Settembre adesso perché, per me, è come se Settembre iniziasse ora.

Il mio Settembre è stato una derivazione di Agosto, fatto di caldo, d'infradito, pisolini al sole, mare. E nessun proposito, solamente cercare di stare bene, di non mettermi troppa pressione addosso.

Perché se c'è una cosa che mi ha insegnato il mare, è che le cose prima o poi arrivano, portate da quell'onda gigantesca che è la vita. 

Una di queste, è Alexandre. A volte ancora mi stupisco della meraviglia di ciò.

Comunque, tornando al discorso dei propositi, è che appunto non ne ho fatti - complice anche il fatto che la gravidanza sta portando un lento ma costante deterioramento delle mie facoltà mentali - quindi scusate se scrivo cazzate colossali!

L'autunno si sa, è una stagione magica e io, da questo Ottobre che è arrivato carico di pioggia, voglio poesia e delicatezza. Desidero ritrovare i miei sogni, come dei tesori nascosti tra le foglie cadute, o come conchiglie lasciate sulla battigia dal mare. 

 

E sarà che questa estate è stata molto, molto calda e lunga, ma ho proprio voglia d'autunno. Voglio sapere che colori e profumi ha il mare e questa nuova città per me in questa stagione. Voglio sedermi sulla sabbia avvolta in una felpa morbidosa e un plaid dai colori della terra, magari bere un thé caldo portato da casa, e osservare il mare nelle sue gradazioni di grigio, le dita intrecciate a quelle del mio amore.

E poi, tornare a casa e cucinare una zuppa calda, stare con AndreAmore sul divano, io con le gambe stese sulle sue, lui che legge un libro di Dumas al pancione. 

Intanto, raccolgo i regali del mare, legnetti e conchiglie, accendo candele per casa, con l'istintiva consapevolezza che il vento frizzante accompagnerà passo per passo questo mio incognito cammino. 

La gravidanza cambia tutto.

October 5, 2016

Ora che sono arrivata a metà percorso, alla 20esima settimana di gravidanza, cioè quinto mese,lo posso dire... cambia tutto.

Cambia il corpo, mese dopo mese.

Cambia il modo di mangiare, di dormire, di camminare, di fare le cose - alcune con il passare del tempo diventano più complicate e impossibili! 

Ma di più, cambia il modo in cui vedi te stessa. Ad un certo punto, ti si spalanca un mondo davanti. E sì, a volte fa paura. Mille domande si affollano nella mente, ti chiedi come sarà, se andrà tutto bene, se quella creatura che sta lì dentro di te sta bene, aspetti ogni controllo con ansia - e poi arriva la gioia, dopo, sempre. 

Ti chiedi come sarà dopo, se sarai in grado, se e quanto sarà difficile. Cambiano i sogni. Ti chiedi se saranno ancora così importanti, quei sogni che rincorrevi tanto, o verranno soppiantati da questo nuovo e grande sogno.

Perché alla fine, per me, è così. E' sempre stato un sogno, spesso impossibile, sopratutto dopo la diagnosi di endometriosi e un ricovero d'urgenza all'ospedale. E quando ho scoperto di essere incinta, avevo paura che su quello schermo piccolo comparisse un fatidico "non incinta" - e ho aspettato otto giorni per decidermi a fare un test, troppo scettica che potesse essere possibile.

Gioie, paure, domande, difficoltà... ad un certo punto, però, ho smesso di pensare e ho deciso di godermi ogni giorno. Penso sia giusto così.

Scoperte interessanti: leggere in modo diverso con Audible.

October 7, 2016

Da quando sono incinta, sembra che le mie facoltà intellettive siano calate e, complice il perenne sonno che ho, con loro la mia capacità di leggere. 

Però, grazie alla segnalazione di Tegamini, ho scoperto Audible

Audible è l'applicazione di Amazon per ascoltare gli audiobook. Sì, anche io sono sempre stata scettica rispetto gli audiolibri, da purista preferivo leggerli. A volte però bisogna fare di necessità virtù, e così ho provato. 

Ho scaricato l'applicazione sul mio smatphone: inizialmente ti concede un mese di prova gratuito, poi l'abbonamento diventa mensile, ed è accettabile. Così mi son detta "ma sì, provo", e ho iniziato a scaricare. 

E devo dire che... la cosa mi è piaciuta molto! Sullo store ho trovato molti titoli di mio garbo, alcuni anche usciti di recente, come La ragazza del treno, o Calvino letto da Bisio!

Visto che avevo voglia di leggerezza, qualcosa di non impegnativo, perché non volevo correre il rischio di addormentarmi durante l'ascolto/lettura, i primi due titoli che ho ascoltato sono stati due romanzi di Anna Premoli, "Un giorno perfetto per innamorarsi" e "Ti prego lasciati odiare". 

Audible mi ha permesso di passare i tempi morti della giornata in modo divertente, spensierato, e leggendo - sì leggendo, solo in modo diverso - e nel mentre potevo fare una lavatrice, stendere, preparare la cena, insomma quando volevo.

 

Di titoli ce ne sono davvero molti, per tutti i gusti. Perché, quindi, non provare? 

Instagrammate!

L'equilibrio risiede nel cadere.

December 07, 2016

Mattino, interno giorno.

Seduta al tavolo della cucina, sorseggio il mio caffellatte lentamente, reggendo la tazza con entrambe le mani per scaldarle.

Respiro il profumo del caffè e guardo fuori dalla finestra.

Il mio rituale mattutino. E' il mio modo di connettermi con me stessa,

di lasciar andare via le ansie, le paure, i dubbi, di ascoltare la Vale che 

è dentro di me. Non sempre è facile.

La voglia di riprendere i sogni e i progetti lasciati in sospeso spesso e volentieri riemerge dal profondo del cuore, poi però l'insicurezza - dettata anche dal passato - ricaccia giù tutto. 

Ce la stavo facendo, ci stavo riuscendo, e poi il crollo. Posso riuscirci di nuovo? I social, il blog, la scrittura, i romanzi... In passato, mi identificavo in ciò che scrivevo, nei miei romanzi, e mi sentivo #insync con me stessa, centrata con il mio essere. 

Da un po', non è più così - vedi i precedenti post per saperne di più.

E poi, ora, c'è la gravidanza, la consapevolezza che tra pochi mesi tutto cambierà. Eppure, rincorro l'idea di ricominciare seriamente con la scrittura, perché sento sarebbe una certezza

E' difficile trovare il proprio equilibrio. Ma forse, l'equilibrio consiste proprio in questo.

Forse, l'equilibrio risiede nel cercare di non cadere e restare sospesi sopra il filo dei propri sogni.

E' arrivato il tempo delle luci.

December 10, 2016

Sì, ci siamo. E' arrivato il tempo delle luci, dei regali, dell'atmosfera magica, del profumo della cioccolata calda, delle canzoni. 

E c'è la voglia di caldo, di profumi che avvolgono, che rassicurano. 

Sarà che Dicembre è un mese fatto di ricordi e di ricerca di quella magia che si sentiva tanto da piccoli. 

Dicembre, per me, sa tanto di ricordi d'infanzia.

Se penso al Natale, la mente vola indietro a quelle vigilie passate a casa della Nonna Rita, alla sua tavola imbandita, al profumo delle varie pietanze che si mescolavano tra di loro. Il menù era sempre lo stesso e sempre buono - perché cucinato da lei: spaghetti alle vongole, fritto misto, insalata di rinforzo; e gli struffoli, il cesto dei mandarini e della frutta secca, la pastiera. E il caos, le risate, l'attesa della mezzanotte per aprire i regali. 

E il modo assurdo che mia nonna aveva di fare l'albero... palline, decorazioni, lucine, festoni... un guazzabuglio di cose! E non voleva che mi avvicinassi, doveva farlo lei, a  modo suo!

E poi c'era il Prese del nonno, sempre quello da una vita, costruito da lui, con le casettine di legno illuminate, i ponticelli, i pastorelli con le pecore, e il Gesù Bambino che si metteva solo dopo la mezzanotte del 24.

Il nostro albero di Natale era pronto già da prima dell'8, ma diciamo che è ancora in evoluzione. AndreAmore ha amorevolmente appeso lucine e decorazioni in salotto anche se dice di essere il Grinch.

Dicembre, per me, sa tanto di ricordi d'infanzia.

Se penso al Natale, la mente vola indietro a quelle vigilie passate a casa della Nonna Rita, alla sua tavola imbandita, al profumo delle varie pietanze che si mescolavano tra di loro. Il menù era sempre lo stesso e sempre buono - perché cucinato da lei: spaghetti alle vongole, fritto misto, insalata di rinforzo; e gli struffoli, il cesto dei mandarini e della frutta secca, la pastiera. E il caos, le risate, l'attesa della mezzanotte per aprire i regali. 

E il modo assurdo che mia nonna aveva di fare l'albero... palline, decorazioni, lucine, festoni... un guazzabuglio di cose! E non voleva che mi avvicinassi, doveva farlo lei, a  modo suo!

E poi c'era il Prese del nonno, sempre quello da una vita, costruito da lui, con le casettine di legno illuminate, i ponticelli, i pastorelli con le pecore, e il Gesù Bambino che si metteva solo dopo la mezzanotte del 24.

Il nostro albero di Natale era pronto già da prima dell'8, ma diciamo che è ancora in evoluzione. AndreAmore ha amorevolmente appeso lucine e decorazioni in salotto anche se dice di essere il Grinch.

E questo Dicembre è davvero, di attesa. Non ne capiterà nessun altro uguale.

Sto seduta sul divano,  faccio ascoltare canzoni di Natale ad Alexandre, e lui scalcia come un forsennato.

Ps: le foto di questo post sono scattate da me.

Grizzlefromthebed

365 di un nuovo anno.

January 09, 2017

Non sono tipa da pronostici, buoni propositi e conti di fine/inizio anno, ma penso che una riflessione, oggi, ci stia tutta.

L'anno che è da pochi giorni passato, è stato un anno "atipico", diciamo. Quando il 2016 è iniziato avevo da poco ritrovato l'amore; facevo una vita frenetica con un lavoro assurdo, vivevo da sola ed esistevo veramente solo nei weekend, sopratutto quando prendevo il treno per Viareggio e l'amore. Poi ho deciso che non mi bastava tutto ciò.

Volevo di nuovo dei sogni, volevo di nuovo la felicità, e sopratutto volevo una felicità quotidiana. Ed è arrivata.

Marzo 2016, la proposta di matrimonio;

Maggio 2016, una città nuova, una casa nuova insieme al mio amore; e a Giugno 2016, la scoperta di aspettare Alexandre.

 

I mesi seguenti li ho vissuti giorno per giorno, ogni giorno una nuova scoperta, il pancione che da piccolo è diventato enorme. Che dire, che anno.

E il 2017?!!

 

 

immagine by Wix.com

Il 2017, forse, devo ancora un po' realizzarlo nella mente, che è iniziato - ma è sempre così, per me. O forse è normale, l'anno nuovo lo si comincia un po' tutti dopo la fine delle festività natalizie, e dopo che si è detto, con somma tristezza, addio all'albero di Natale e alle lucine.

Io, il primo giorno dell'anno, l'ho cominciato svegliandomi con Alexandre che scalciava nella mia pancia, e AndreAmore che ci abbracciava nel letto. Si può avere un inizio d'anno migliore?!

Comunque, un anno nuovo è iniziato e, se non faccio propositi, almeno ci vuole qualcosa per organizzare ogni giorno.  Io ho scelto di farlo con la fantastica agenda #365di2017 di Zeldawasawriter (foto qui sotto), che è davvero semplicemente stupenda!;

mentre, per fissare pensieri e i ricordi più belli di quest'anno ho scelto una delle agende di Mr. Wonderful.

#agenda 365di2017 rosa di Zeldawasawriter

photocredit: Grizzlefromthebed

Sarà davvero un nuovo anno, in tutti i sensi! Sarà pieno di nuove sfide mai affrontate, il parto, e poi Alex. La vita con lui, la vita in tre.

Se sono sicura di una cosa, è proprio questa: una vita piena d'amore, sempre.

 Remember, #lovealways #alwayslove  

 

 

Le mie parole dell'anno.

January 24, 2017

E quasi senza che me ne rendessi conto, siamo quasi alla fine di Gennaio - e io sono finalmente entrata nel nono mese di gravidanza.

Le borse per l'ospedale sono pronte, il lettino fatto, manca solo da montare la carrozzina. E io conto i giorni che mancano al 22 febbraio.

Non ho fatto buoni propositi per l'anno nuovo, e come potrei? Vivo ogni giorno prendendolo così com'è, proprio perché in attesa. E poi, non sono proprio tipo da buoni propositi - l'ho già detto, vero?!

Ma, diciamo, ci sono delle parole che potrebbero farmi da "guida", o che comunque caratterizzeranno il mio 2017.

Una di queste è Scoperta. Tra meno di un mese scoprirò cosa vuol dire mettere al mondo una piccola vita, scoprirò la vita attraverso gli occhi di Alexandre, scoprirò cosa vuol dire essere mamma

E, in qualche modo, dentro di me, a livello istintivo, sento che col diventare mamma troverò la vera me stessa, la mia vera dimensione. E' un qualcosa che sento come un sussurro da parte del Destino.

L'altra parola, poi, è Amore.

Sarà banale, troppo scontata, non m'importa. Perché sarà l'amore a caratterizzare il mio 2017, e non solo. L'amore per Alex - già immenso - e quello per AndreAmore - che si confermerà ulteriormente a Maggio, quando ci sposeremo. 

E poi, magari, ci sarà anche spazio per "piccoli propositi", come tornare a scrivere - anche fuori dal blog -, leggere... cose così, insomma!

#lovealways #alwayslove 

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